
In concomitanza con l’appuntamento annuale con il
Salone del Mobile, a fare letteralmente “impazzire” gli operatori del settore, e noi semplici appassionati, è stato parimenti l’imperdibile tour tra i
diversi showroom per non mancare neppure un evento del mondo del
Fuori Salone.
Anche quest’anno ci ha stupito
Dadriade, con i t
re marchi driade, driadestore e driadekosmo con minimo comune denominatore quel prefisso
“Driade” che, dal 1968, cioè da quarant’anni, “propone il design come un gioco avvincente”.
Un gioco molto serio, come sempre sono, per i bambini, i giochi, ma capace di quella leggerezza, di quella sorpresa, di quella anticipazione sui tempi. Driade, grazie al rispetto per la poetica di ciascuno dei suoi designer, è riuscita sempre ad
evitare la monotonia della ripetizione e dello stile, del “tutto coordinato e prevedibile”.
E per questa edizione del Salone Internazionale del Mobile 2008, che si è tenuta dal 16 al 21 aprile in Fiera a Milano,
Driade ha pensato ad “un affresco complessivo” realizzato per sommatoria di parti.
Un affresco assolutamente personale: si suggerisce agli abitanti di case di costruire ciascuno il suo mondo, diverso ed irripetibile. Una miscellanea: cogliendo spunti e miscelandoli, accostando pezzi “alti”, vicini per
ideazione e costruzione alle arti decorative e all’ebanisteria, ad oggetti più quotidiani, ma non per questo meno attentamente progettati.
“Oggi è il mix a fare la differenza e a mostrare la nostra differenza e il nostro gusto.” Sulle consolle minimali di
Antonia Astori si potranno allora appoggiare gli intrecci poetici di
Mann Singh, evocatori di luoghi lontani, o le ceramiche neo-storicistiche di
Linde Burkhardt.
Agli arredi sofisticatamente borghesi di
Rodolfo Dordoni e
Giuseppe Chigiotti farà da contraltare la provocazione dissacratoria di
Fabio Novembre.
Di Dordoni oggi Driade reintroduce in catalogo il
divano HALL, disegnato nel 1992 in piena egemonia del minimal. Allora Dordoni, anziché tracciare esili linee, aveva scelto di praticare una rilettura colta e soprattutto “materica” dell’imbottito da còub inglese, filtrato attraverso l’esperienza di
Florence Knoll.
HALL si è trovato ad anticipare il recente ritorno ad una progettualità più domestica, ad una filosofia dell’abitare capace di recuperare atmosfere vittoriane e un concetto di ospitalità avvolgente.
Driade, riconosce questa “precognizione” e completa HALL con una dormeuse e con un modello a quattro posti. Tornando all’affresco del Salone 2008, agli astratti fiori di
Ron Arad, alle forme organiche di
Tokujin Yoshioka ha risposto la progettualità incontenibile di
Philippe Starck.
E, negli angoli più ombrosi di questa nostra casa,
Borek Sipek ha fatto sbocciare, con candelieri e attaccapanni, una nuova primavera.
Come nel caso di
ACATE, un portacappotti, oggetto che, se per parte dell’anno è nascosto allo sguardo perché ingombro di soprabiti, per alcuni mesi invece si offre “spoglio”.
Per questo Sipek fa divenire l’attaccapanni una fascina di rami fronzuti irrigiditi da una colata di ottone naturale lucido, “una natura resa immortale, una fronda che non potrà seccare.”
LO SHOWROOM
Driade nasce nel 1968 su iniziativa di un
gruppo fondatore costituito da Enrico Astori, Adelaide Acerbi e Antonia Astori come "laboratorio estetico" che risponda ad ogni esigenza di arredamento e stile di vita.
Il
nome mitologico Driade trae ispirazione da un rimando alla ninfa dei boschi e all'anima di secolari alberi sacri.
Enrico è l'imprenditore regista che conosce, scopre e chiama gli artisti, i designers, gli intellettuali, che animano Driade (Philippe Starck, Toyo Ito e Ron Arad).
Antonia, architetto di un minimalismo naturale e istintivo, progetta negli anni Settanta il sistema Oikos e contribuisce più di ogni altro designer alla definizione dell’identità Driade.
Per Antonia Astori lo spazio vuoto è un valore assoluto nelle architetture d’interni, nei mobili finiti, nella progettazione di
show-room Driade e negli allestimenti fieristici, distillando la quintessenza della semplicità, del comfort e della piacevolezza.
Adelaide Acerbi crea l’immagine e la comunica attraverso la grafica, la direzione artistica dell’immagine e il visual merchandising.
Oggi un nuovo management giovane, composto dalla seconda generazione: Elisa Astori, vicepresidente e amministratore delegato e Matteo De Ponti, brand manager, continua a proiettare Driade verso nuovi scenari.
Addresses: Milano, Via Manzoni 30;tel. 02.76023098; www.driade.com
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