
I giovani
single hanno voglia di
casa.
Come conciliare il desiderio di indipendenza con le possibilità del portafoglio, sempre più limitate visto i prezzi degli immobili?
Riducendo gli spazi.
Ma come organizzare l’ambiente di un alloggio che possiede una superficie di neanche
40 metri quadrati?
“Ho curato un progetto di una mia cliente per un appartamento di 35 - ci spiega l
’architetto Chiara Salvini - all’interno di un edificio a corte con distribuzione a corridoio.”
La soluzione abitativa presenta una singola esposizione a sud sul cortile. Le richieste espresse dalla cliente, trentenne alle prese con la sua prima casa, erano di avere un vano cottura isolabile dal resto dell’appartamento e la zona giorno separata dalla zona notte.
Il problema distributivo consisteva nel singolo affaccio per
un appartamento lungo e stretto (7x5 m) con ingresso non baricentrico.
“La
sfida è stata quella di sfruttare positivamente le caratteristiche di
luminosità e
lunghezza dell’appartamento, e di garantire, al tempo stesso, una suddivisione tradizionale degli spazi (cucina, zona giorno e zona notte).
Il progetto si basa sull’identificazione di
due zone funzionali:
servizi (cucina/ingresso, bagno, cabina armadio) e
living (soggiorno/pranzo, camera). Il diaframma tra queste due aree si riduce ad un muro, cui si è dato un certo rilievo tinteggiandolo di un giallo intenso."
Il singolo lato di affaccio e la superficie inferiore ai 70 mq hanno permesso di collocare la “fascia di servizio” sul lato cieco ed è stata ottenuta la cabina armadio risultata dal dimensionamento dei due servizi primari.
"In un appartamento così piccolo, la
cabina armadio si è rivelata sicuramente vantaggiosa. Al vano cottura è stata assegnata anche la funzione d’ingresso: un rilassamento portante, oltre ad offrire un ripostiglio in quota, sottolinea una dimensione più raccolta e di passaggio, proiettando direttamente verso il soggiorno.”
La parte più ampia e luminosa dell’appartamento è dedicata al vivere.
“Per mantenere la
continuità dello spazio, la suddivisione tra zona giorno e zona notte si riduce ad una libreria, alta 3,30 mt, aperta su entrambi i lati. Il passaggio tra le due aree ha l’ampiezza di una porta; questo permette di non traguardare, dal soggiorno, il letto e concedere riservatezza alla parte più intima della casa. Il
muro giallo sottolinea la lunghezza dell’appartamento e conduce attraverso diversi ambienti, come il corridoio di un vagone ferroviario”.
L'ARCHITETTO CHIARA MARIA SALVINI
Chiara Maria Salvini respira aria di architettura da quando è nata nel 1972 a Milano. I suoi genitori Renato e Marialuisa sono infatti entrambi architetti. Il padre è docente (ricercatore) al Politecnico di Milano, dove l’architetto Salvini
si laurea in architettura nel 1998. Si specializza in
ristrutturazione d’interni e lavora sia in proprio sia in collaborazione con il marito
Marco Pizzuto, anche lui architetto. In parallelo all’attività professionale, lavora come cultore della materia al Politecnico di Milano ed al Polo regionale di Lecco.
Mail: chiaramsalvini@yahoo.it
Studio: v.le Monte Rosa 27, Milano – 024694207
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