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giovedì, 11 settembre 2008

La luce linea guida del progetto

house&glamour-abitarecasa-appartamento1piccola-quicasa.itUn tipico appartamento cittadino di edilizia anni ’50 che non aveva mai subito nessun intervento di ristrutturazione, privo di materiali e di soluzioni interessanti... da un lato; le esigenze di una tipica famiglia del 2008... dall’altro lato.
Gli impianti e la distribuzione totalmente da rivedere e le necessità di vita molto diverse da 60 anni fa. La richiesta formulata dai committenti, genitori e due figli, un maschio di 5 anni e una femmina di 7, erano di massima vivibilità in famiglia e con amici: soggiorno, cucina abitabile, 3 camere e 2 bagni.
La distribuzione originale riportava la “zona di servizio” con un secondo ingresso dal vano scala, una piccola cucina, un bagno e un locale guardaroba con affaccio sul cortile interno, poco interessante e poco luminoso orientato a nord/ est, un soggiorno con ampia finestra e una camera matrimoniale con terrazzo affacciato su una bella piazza e orientati a sud/ ovest, più un’altra camera ed un bagno sempre con affaccio sul cortile interno. Molti metri quadrati persi in disimpegni e corridoi.
La progettazione prevedeva in ogni caso la demolizione dei tavolati esistenti e ha portato alla presentazione di sei diverse soluzioni.
Tra tutte è stata scelta quella che privilegiava la luce, la comunicazione visiva e fisica tra cucina e soggiorno e la vista sulla piazza verde e interessante, ottenendo però anche 2 bagni, una piccola zona lavanderia, 3 camere con cabine armadio sul lato meno luminoso ma molto silenzioso. Il progetto si sviluppa su un “asse” che dall’ingresso principale disimpegna tutte le stanze della casa, senza per questo apparire come un corridoio ma parte fondamentale del soggiorno.
La creazione di un lucernario, infatti, che simula una morbida luce naturale, e l’utilizzo di porte “rasomuro” ha portato all’annullamento totale dei corridoi.
Il risultato è un appartamento che appare molto più ampio dei suoi 104 metri quadrati calpestabili pur rispondendo a tutte le esigenze di abitabilità.
Un’altra importante soluzione architettonica è data dalla creazione, con pavimentazione e verniciature verde, specchi laterali alle finestre e un serramento in ferro e vetro tra cucina e soggiorno, di una zona “veranda” in ideale proseguimento del terrazzo.
Immaginandola completata, piena di piante a terra e appese, questo toglierà all’appartamento “centralmente”cittadino ogni sensazione di mancanza di grandi spazi aperti e darà maggiore spunto di comunicazione tra interno ed esterno.

Studio Associato Tanzi Architetti
Architetti Gigi e Chiara Tanzi padre e figlia laureati al Politecnico di Milano nel 1962 e 1992. Specializzati in ristrutturazioni, arredamento, design, architettura dei giardini. La sede del loro studio è a Monza, in una casa a schiera degli anni ’20 con orto e giardino.
Con l’attività di disegno industriale hanno progettato cucine, divani, mobili e lampade per le più note aziende. Progettano ville, abitazioni private, strutture industriali, commerciali e uffici. Collaborano per le ristrutturazioni con costruttori e imprese.
Seguono allestimenti di mostre d’arte e fiere. Varie sono le pubblicazioni su riviste specializzate. Il loro approccio creativo è poetico e originale, attento alle piccole cose di tutti i giorni: una progettazione curiosa e libera, puntata su materiali, finiture e nuove tecnologie.

Manuela Stucchi

Altri articoli di "Abitare casa" su QUICASA.IT
mercoledì, 27 agosto 2008

Ecco fatto, adesso c’è spazio per tutti

house&glamour-abitarecasa-piantinapiccola-quicasa.itIl problema fondamentale da risolvere, nella ristrutturazione di questo appartamento è stato quello di soddisfare le richieste della committenza, vale a dire separare i due figli che hanno età e sesso diversi, avere una camera per i genitori con bagno annesso, ricavare un ripostiglio per compensare l’assenza di cantina o solaio, avere una zona giorno più vivibile, separata dalla zona notte, avendo a disposizione pochi metri quadri e poche finestre.
Vitale, per riuscire a sfruttare la superficie disponibile, è ridurre al minimo la distribuzione: separando la zona notte dei genitori da quella dei figli, si riesce a trasformare la zona giorno in “cuore della casa”, punto d’incontro della famiglia, ed al tempo stesso distribuzione alle zone più private.
La posizione della braga e del montante dell’acqua calda sanitaria centralizzata hanno portato a raggruppare le zone di servizio in un unico blocco, che funge anche da diaframma tra la zona notte dei genitori e la zona giorno; il piccolo corridoio necessario per distribuire gli ambienti ha offerto l’occasione per creare un ripostiglio in quota e a rendere più discreto il passaggio, grazie al rilassamento del soffitto.
Come già nello stato di fatto, il bagno aerato ed il vano cottura si attestano su una finestra divisa in due parti; questo accorgimento ha permesso di avere un miglior rapporto aero-illuminante per la zona giorno, e soddisfare l’obbligo di legge di avere almeno un bagno aerato (avendo più di una camera da letto nonostante la superficie sia inferiore a 70 mq).
Il pavimento, parquet massello, essenza rovere, listello standard, è stato posato in tutta la casa, tranne che nei bagni, per sottolineare la continuità tra i diversi ambienti, e di conseguenza per dare una sensazione di maggiore ampiezza. Per riuscire a dare una separazione ai figli, si è deciso di mantenere invariata la dimensione della camera più grande (data la posizione della finestra, non poteva essere ridotta), e di destinarla a loro.
Per prima cosa sono stati fatti due accessi indipendenti, in modo da dare a ciascun figlio il suo spazio “personale”. Una libreria da pavimento a soffitto, disegnata su misura ha permesso di creare due ambienti separati, per i letti dei bambini, mentre la condivisione di un tavolo di studio, come un grande davanzale interno, garantisce un corretto apporto di luce e ricambio d’aria ad entrambi gli spazi. Sopra al piano comune sono state montate delle persiane a libro, chiudibili in caso di ….divergenze di opinione!

L'ARCHITETTO CHIARA MARIA SALVINI
Chiara Maria Salvini respira aria di architettura da quando è nata nel 1972 a Milano. I suoi genitori Renato e Marialuisa sono infatti entrambi architetti. Il padre è docente (ricercatore) al Politecnico di Milano, dove l’architetto Salvini si laurea in architettura nel 1998.
Si specializza in ristrutturazione d’interni e lavora sia in proprio sia in collaborazione con il marito Marco Pizzuto, anche lui architetto. In parallelo all’attività professionale, lavora come cultore della materia al Politecnico di Milano ed al Polo regionale di Lecco.
Contatti:
Mail: chiaramsalvini@yahoo.it
Studio: v.le Monte Rosa 27, Milano

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venerdì, 04 luglio 2008

Lo spazio è una questione relativa

house&business-abitarecasa-salvinirenderinterno-quicasa.itI giovani single hanno voglia di casa.
Come conciliare il desiderio di indipendenza con le possibilità del portafoglio, sempre più limitate visto i prezzi degli immobili? Riducendo gli spazi.
Ma come organizzare l’ambiente di un alloggio che possiede una superficie di neanche 40 metri quadrati?
“Ho curato un progetto di una mia cliente per un appartamento di 35 - ci spiega l’architetto Chiara Salvini - all’interno di un edificio a corte con distribuzione a corridoio.”
La soluzione abitativa presenta una singola esposizione a sud sul cortile. Le richieste espresse dalla cliente, trentenne alle prese con la sua prima casa, erano di avere un vano cottura isolabile dal resto dell’appartamento e la zona giorno separata dalla zona notte.
Il problema distributivo consisteva nel singolo affaccio per un appartamento lungo e stretto (7x5 m) con ingresso non baricentrico.
“La sfida è stata quella di sfruttare positivamente le caratteristiche di luminosità e lunghezza dell’appartamento, e di garantire, al tempo stesso, una suddivisione tradizionale degli spazi (cucina, zona giorno e zona notte).
Il progetto si basa sull’identificazione di due zone funzionali: servizi (cucina/ingresso, bagno, cabina armadio) e living (soggiorno/pranzo, camera). Il diaframma tra queste due aree si riduce ad un muro, cui si è dato un certo rilievo tinteggiandolo di un giallo intenso."
Il singolo lato di affaccio e la superficie inferiore ai 70 mq hanno permesso di collocare la “fascia di servizio” sul lato cieco ed è stata ottenuta la cabina armadio risultata dal dimensionamento dei due servizi primari.
"In un appartamento così piccolo, la cabina armadio si è rivelata sicuramente vantaggiosa. Al vano cottura è stata assegnata anche la funzione d’ingresso: un rilassamento portante, oltre ad offrire un ripostiglio in quota, sottolinea una dimensione più raccolta e di passaggio, proiettando direttamente verso il soggiorno.”
 La parte più ampia e luminosa dell’appartamento è dedicata al vivere.
“Per mantenere la continuità dello spazio, la suddivisione tra zona giorno e zona notte si riduce ad una libreria, alta 3,30 mt, aperta su entrambi i lati. Il passaggio tra le due aree ha l’ampiezza di una porta; questo permette di non traguardare, dal soggiorno, il letto e concedere riservatezza alla parte più intima della casa. Il muro giallo sottolinea la lunghezza dell’appartamento e conduce attraverso diversi ambienti, come il corridoio di un vagone ferroviario”.




L'ARCHITETTO CHIARA MARIA SALVINI

Chiara Maria Salvini respira aria di architettura da quando è nata nel 1972 a Milano. I suoi genitori Renato e Marialuisa sono infatti entrambi architetti. Il padre è docente (ricercatore) al Politecnico di Milano, dove l’architetto Salvini si laurea in architettura nel 1998. Si specializza in ristrutturazione d’interni e lavora sia in proprio sia in collaborazione con il marito Marco Pizzuto, anche lui architetto. In parallelo all’attività professionale, lavora come cultore della materia al Politecnico di Milano ed al Polo regionale di Lecco.
Mail: chiaramsalvini@yahoo.it
Studio: v.le Monte Rosa 27, Milano – 024694207

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