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lunedì, 28 luglio 2008

Loft, lo spazio contemporaneo

house&glamour-abitarecasa-loft-internopiccola-quicasa.itA Milano, ai margini di una zona residenziale, sorgeva una fabbrica dismessa.
Un intervento radicale di rifunzionalizzazione del 2005 ha previsto la suddivisione dell’immobile in unità variamente costituite.
Tra di esse, questo piccolo loft, di fatto, in pianta racchiuso in un quadrato di 8 metri per lato, escludendo la grande loggia su strada, con un’altezza interna al limite della possibilità di considerarla “doppia altezza”.
L’obiettivo del progetto è stato di realizzare una distribuzione interna che consentisse la perfetta identificazione delle diverse aree funzionali ma che mantenesse intatta la sensazione di spazialità unica, consentendo sempre una visione d’insieme, valorizzata dalla percorrenza dello spazio e della posizione dell’osservatore.
Lo spazio, trattato uniformemente dal punto di vista dei materiali e della scelta dei colori, è articolato su due livelli nella parte che si incontra all’ingresso, mentre è “a tutta altezza” verso le grandi porte–finestre che aprono l’accesso alla loggia, quasi un prolungamento dell’ambiente interno.
Il livello più alto è realizzato come un semplice assito in legno massello di castagno su struttura in ferro smaltato con un colore soft per alleggerirne la presenza; le doghe di cui è costituito il piano di calpestio/soffitto sono maschiate, così da risultare strutturalmente una piastra unica e da limitare i movimenti tipici di un materiale vivo come il massello.
Un interessante accorgimento per una migliore fruizione dello spazio è stata la passerella antistante pensata ad una quota più bassa rispetto al resto. Il parapetto è quasi trasparente.
L’accesso al livello alto avviene con una scala pure in ferro. Posta in posizione quasi centrale e, costituendosi, al piano alto come un “vuoto”, amplia la percezione dello spazio nella zona studio che sembra comprendere lo spazio fino al muro della cabina armadio, elemento separatore e unico “pieno” sottolineato dal differente colore.
Nello spazio sottostante le diverse funzioni a giorno si realizzano anche attraverso mobili realizzati su disegno con finitura poliuretanica laccata lucida, così da risultare quasi riflettenti.
La zona del bagno è volutamente mimetizzata anche attraverso la porta raso muro trattata come le pareti. Il trattamento dei muri è realizzato con grassello di calce ecologico e traspirante.
I pavimenti sono in resina metallizzata con finitura marezzata molto brillante. La brillantezza conferisce allo spazio la magia della riflessione e della luce che si diffonde senza determinare forti contrasti.

Architetti Andrea Tartaglia e Alessandra Ubertazzi
Andrea Tartaglia, nato a Novara nel 1972 e laureato al Politecnico di Milano nel 1996, da subito, avvia l’attività professionale con Alessandra Ubertazzi, nata a Milano nel 1972 e laureata al Politecnico di Milano nel 1996. È socio dello Studio Tartaglia Partnership e professore al Politecnico dove svolge attività di ricercatore presso il Dipartimento BEST. Alessandra Ubertazzi è socia dello Studio Ubertazzi. Dottore di ricerca e professore incaricato dal 2004 all’Università degli Studi di Firenze e al Politecnico di Milano, oltre all’attività di progettazione, ha svolto ricerche e consulenze nell’ambito della pianificazione urbana per diversi enti pubblici tra cui il Comune di Milano e il Comune di Lodi.

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Essenza, materia, forma al di là tempo

house&glamour-design&interni-ceramiche&design-esternopiccolo-quicasa.itEssenza, materia, forma. Tre concetti della filosofia pre-socratica, legate in un connubio solido e al tempo stesso concettuale con gli elementi naturali, prima della metafisica, quando il cardine del pensiero occidentale erano acqua, fuoco, terra ed aria.
Essenza, materia, forma rappresentano anche le parole chiave della filosofia che ispira il nuovo show room Ceramiche & Design, recentemente inaugurato a Varedo alla presenza di importanti personalità del settore.
“Ceramiche & Design è lo strumento per trasformare le idee del cliente in un linguaggio ad alto impatto visivo e comunicativo - racconta l’architetto Cristina Catera, direttore responsabile dello show room - e per realizzarlo, prestiamo sempre un’attenzione particolare alla funzionalità e alla qualità del prodotto, attraverso l’impiego di materiali che non risentono del trascorrere del tempo.” 
Qual è la quintessenza della vostra casa? Nuda di armadi, priva di elementi esterni d’arredamento, resta il cuore del vostro nido: pareti, pavimenti, tubi e cavi pulsanti che rendono il progetto, disegnato su carta e pensato in testa, reale.
Esiste l’accessorio, il passeggero, il transeunte e poi esiste il durevole, lo scheletro, il permanente. L’essenza del legno stupisce ed emoziona fondendo tecnologia, design estetico e rispetto per l’ambiente.
La materia crea trasparenze e gioca con i colori di ceramiche, mosaici e agglomerati di graniglie di vetro, sempre in linea con l’architettura ed il design eco-compatibile. La forma dell’acqua è incanalata da rubinetterie esteticamente accattivanti e da oggetti preziosi di arredobagno.
Ceramiche & Design si occupa appunto di tutti gli elementi permanenti della vostra casa e del vostro ufficio.“
All’interno del nostro show room - prosegue l’architetto Catera - potete trovare dalle ceramiche da rivestimento alle pavimentazioni, fino alle rubinetterie high tech.”
Entrando nello spazio a Varedo vi troverete immersi in un laboratorio di idee, di materiali, di forme. “Quello su cui puntiamo non è solo la commercializzazione dei prodotti, che comunque scegliamo tra i migliori marchi del settore, ma soprattutto la messa in opera del progetto del nostro cliente, che può essere un privato, un professionista ed ovviamente un’impresa.”
Tra i punti di forza di Ceramiche & Design  c’è infatti il servizio di “ristrutturazioni chiavi in mano” per tutti coloro che desiderano ottimizzare i tempi ed i costi dell’organizzazione e della gestione dei lavori.
“Grazie alle conoscenze e alla competenza di professionisti, siamo in grado di offrire consulenza e servizi personalizzati.”
Insomma tecnica al servizio dell’estetica e della funzionalità. “Mettiamo a disposizione di ogni cliente la nostra esperienza tecnico-organizzativa a partire dalla redazione del progetto fino alla realizzazione dell’opera compiuta, fondendo in un unico piano maestranza e passione.”
A differenza di altri operatori, Ceramiche & Design offre una consulenza tecnica gratuita per qualsiasi problematica. “Questo è un altro punto che ci differenzia rispetto ad altri spazi rivolti esclusivamente alla commercializzazione.
Prestando un servizio di progettazione, forniamo ai nostri clienti un’assistenza gratuita anche dopo la vendita.”

LO SHOWROOM
Ceramiche & Design è una realtà assolutamente nuova nel panorama degli show room brianzoli e non solo. Inaugurato da pochi mesi, oltre alla vendita di ceramiche da rivestimento, pavimentazioni, bagni docce, rubinetterie high tech e complementi d’arredo, Ceramiche & Design offre un servizio di progettazione, rivolto a privati, professionisti ed imprese, per ogni tipo di spazio, dal residenziale al commerciale.
220 metri quadri di esposizione dei migliori marchi del settore che assicurano la qualità della materia e la solidità del prodotto finito, accompagnati da una costante ricerca del design e di manufatti tecnicamente all’avanguardia ed in continuo rinnovamento per il conseguimento di elevati standard qualitativi.
Lo show room si avvale di professionisti che vantano un’esperienza pluridecennale e provengono da diversi settori legati al mondo della progettazione e del design. 
Addresses: Ceramiche & Design Show Room; Corso Milano 1, 20039, Varedo (MI);
tel. 0362.554779.
Scoprite tutte le novità, i prodotti e gli eventi organizzati dallo show room sul sito www.ceramichedesign.com che sarà on line a partire dalla metà di maggio.

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sabato, 26 luglio 2008

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postato da: QuiCasa alle ore 11:54 | link | commenti
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giovedì, 24 luglio 2008

Il laboratorio estetico di Dadriade

house&glamour-design&interni-driadeinterno2piccola-quicasa.itIn concomitanza con l’appuntamento annuale con il Salone del Mobile, a fare letteralmente “impazzire” gli operatori del settore, e noi semplici appassionati, è stato parimenti l’imperdibile tour tra i diversi showroom per non mancare neppure un evento del mondo del Fuori Salone.
Anche quest’anno ci ha stupito Dadriade, con i tre marchi driade, driadestore e driadekosmo con minimo comune denominatore quel prefisso “Driade” che, dal 1968, cioè da quarant’anni, “propone il design come un gioco avvincente”.
Un gioco molto serio, come sempre sono, per i bambini, i giochi, ma capace di quella leggerezza, di quella sorpresa, di quella anticipazione sui tempi. Driade, grazie al rispetto per la poetica di ciascuno dei suoi designer, è riuscita sempre ad evitare la monotonia della ripetizione e dello stile, del “tutto coordinato e prevedibile”.
E per questa edizione del Salone Internazionale del Mobile 2008, che si è tenuta dal 16 al 21 aprile in Fiera a Milano, Driade ha pensato ad “un affresco complessivo” realizzato per sommatoria di parti.
Un affresco assolutamente personale: si suggerisce agli abitanti di case di costruire ciascuno il suo mondo, diverso ed irripetibile. Una miscellanea: cogliendo spunti e miscelandoli, accostando pezzi “alti”, vicini per ideazione e costruzione alle arti decorative e all’ebanisteria, ad oggetti più quotidiani, ma non per questo meno attentamente progettati.
“Oggi è il mix a fare la differenza e a mostrare la nostra differenza e il nostro gusto.” Sulle consolle minimali di Antonia Astori si potranno allora appoggiare gli intrecci poetici di Mann Singh, evocatori di luoghi lontani, o le ceramiche neo-storicistiche di Linde Burkhardt.
Agli arredi sofisticatamente borghesi di Rodolfo Dordoni e Giuseppe Chigiotti farà da contraltare la provocazione dissacratoria di Fabio Novembre.
Di Dordoni oggi Driade reintroduce in catalogo il divano HALL, disegnato nel 1992 in piena egemonia del minimal. Allora Dordoni, anziché tracciare esili linee, aveva scelto di praticare una rilettura colta e soprattutto “materica” dell’imbottito da còub inglese, filtrato attraverso l’esperienza di Florence Knoll.
HALL si è trovato ad anticipare il recente ritorno ad una progettualità più domestica, ad una filosofia dell’abitare capace di recuperare atmosfere vittoriane e un concetto di ospitalità avvolgente.
Driade, riconosce questa “precognizione” e completa HALL con una dormeuse e con un modello a quattro posti. Tornando all’affresco del Salone 2008, agli astratti fiori di Ron Arad, alle forme organiche di Tokujin Yoshioka ha risposto la progettualità incontenibile di Philippe Starck.
E, negli angoli più ombrosi di questa nostra casa, Borek Sipek ha fatto sbocciare, con candelieri e attaccapanni, una nuova primavera.
Come nel caso di ACATE, un portacappotti, oggetto che, se per parte dell’anno è nascosto allo sguardo perché ingombro di soprabiti, per alcuni mesi invece si offre “spoglio”.
Per questo Sipek fa divenire l’attaccapanni una fascina di rami fronzuti irrigiditi da una colata di ottone naturale lucido, “una natura resa immortale, una fronda che non potrà seccare.”

LO SHOWROOM
Driade nasce nel 1968 su iniziativa di un gruppo fondatore costituito da Enrico Astori, Adelaide Acerbi e Antonia Astori come "laboratorio estetico" che risponda ad ogni esigenza di arredamento e stile di vita.
Il nome mitologico Driade trae ispirazione da un rimando alla ninfa dei boschi e all'anima di secolari alberi sacri.
Enrico è l'imprenditore regista che conosce, scopre e chiama gli artisti, i designers, gli intellettuali, che animano Driade (Philippe Starck, Toyo Ito e Ron Arad).
Antonia, architetto di un minimalismo naturale e istintivo, progetta negli anni Settanta il sistema Oikos e contribuisce più di ogni altro designer alla definizione dell’identità Driade.
Per Antonia Astori lo spazio vuoto è un valore assoluto nelle architetture d’interni, nei mobili finiti, nella progettazione di show-room Driade e negli allestimenti fieristici, distillando la quintessenza della semplicità, del comfort e della piacevolezza.
Adelaide Acerbi crea l’immagine e la comunica attraverso la grafica, la direzione artistica dell’immagine e il visual merchandising.
Oggi un nuovo management giovane, composto dalla seconda generazione: Elisa Astori, vicepresidente e amministratore delegato e Matteo De Ponti, brand manager, continua a proiettare Driade verso nuovi scenari.
Addresses: Milano, Via Manzoni 30;tel. 02.76023098; www.driade.com


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D3: c’è un’emozione dietro ogni angolo

house&glamour-abitarecasa-D3internipiccolo-quicasa.itLa filosofia del “sistema modulabile D al cubo” (D3) attraverso esempi concreti.
Il primo riguarda la ristrutturazione di un appartamento situato in un edificio degli anni ‘60 dell’hinterland milanese di 45 mq.
Al primo incontro, la committente mi fece questa semplice richiesta: “architetto, l’appartamento è piccolo, ha solo due stanze più servizio.
Mi piacerebbe recuperare un “salottino” mantenendo se possibile distinte le altre funzioni, senza perdere i pochi spazi a disposizione che l’appartamento offre o dovere fare troppe rinunce alle mie abitudini.”
Progettare in dimensioni contenute comporta spesso uno sforzo maggiore, in quanto l’esigenze “dell’abitare” non variano al variare della dimensione disponibile.
Si è allora pensato di unire i due locali e fare ruotare le funzioni attive intorno a un centro passivo, “la zona notte”, cercando un’emozione nel girare l’angolo di ogni funzione. L’effetto desiderato, ed atteso, è stato quello di scoprire poco alla volta e con nuove prospettive, il poco spazio a disposizione, dando più enfasi alla “sorpresa” e creando la sensazione di maggiore spazio.
Ciò è stato reso possibile anche grazie all’inserimento del sistema modulabile predetto, oltre ad un gioco di controsoffitti portanti in cartongesso che ne hanno aumentato i volumi contenitivi. La vecchia camera da letto è quindi diventata il “salottino” atteso dalla committente che ha cosi recuperato la stanza che le mancava.
Una quinta raggruppabile e scorrevole a soffitto ed il divano che si trasforma in letto a due piazze per l’eventuale necessità, permettono massima flessibilità agli spazi giorno e notte qualificandoli nell’una o nell’altra a seconda dell’uso. Il centro fisico intorno al quale gira il sistema funzioni è quindi il letto e la relativa cabina armadio sottostante.
Nonostante l’altezza interna sia solo di 2,98 m, “D al cubo” permette il contenimento dimensionale in soli 5,75 mq, recuperando gli altri 9,50 mq originariamente appartenenti alla camera da letto. Il locale bagno è stato ampliato con l’inserimento di una doccia – vasca attrezzata con radio, telefono, bagno turco e idromassaggio e i sanitari riorganizzati con un piccolo giardino Zen.
Il lavabo è stato spostato nel vecchio disimpegno d’ingresso con il risultato cercato di creare un “di là” che potesse permettere grazie alle funzioni benessere, un piacevole e prolungato soggiorno anche in uno spazio generalmente di servizio e poco confortevole.

L’architetto Gabriele Ignazio Bocola
Gabriele Ignazio Bocola nasce a Milano nel 1967, dall’unione di Olga e Francesco, una ex campionessa italiana di danza su ghiaccio e da un progettista nautico e designer, si laurea a Milano presso il Politecnico Facoltà di Architettura e Società nel 1995, dove attualmente lavora in parallelo all’attività professionale come cultore della materia (Tecnologia per l’igiene edilizia e ambientale - Tecnologie dell’Architettura).
E' socio fondatore insieme all’arch. Giorgio Carizzoni e l’arch. Francesco Dolce dello Studio Associato d’Architettura itredi - www.itredi.com - nel quale svolge intensa attività professionale volta allo sviluppo di progettazioni di interni ed esterni sostenibili e biocompatibili.  

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postato da: QuiCasa alle ore 13:18 | link | commenti
categorie: spazio, abitare, d3 al cubo, sistema modulare, ignazio bocola, i3d
lunedì, 21 luglio 2008

Effetto tenda il gioco sottile di “s”coprire...

house&glamour-design&interni-brianzatende3piccola-quicasa.itUna casa non è completamente arredata senza le giuste tende. Non a caso, quando si parla di arredamento, i tendaggi non sono considerati un mero complemento d’arredo ma rappresentano un elemento fondante dello stile di una casa.
Tanto è vero che siamo ben disposti anche a  rinunciare di spendere in altro, pur di vedere le nostre finestre, i nostri terrazzi o i nostri giardini ricoperti da tessuti che non solo danno colore ed eleganza ma rispecchiano anche il nostro stile.
Se siete alla ricerca della tenda perfetta per la vostra abitazione, sia per interni che per esterni, è stato inaugurato a Monza il nuovo spazio espositivo di BrianzaTende dedicato completamente alle tende e ai tessuti d’arredamento.
“In realtà quella di Monza è la storica sede che mio nonno usava come laboratorio - racconta Annalisa Radaelli, titolare insieme al padre Aristide e ai fratelli della storica firma brianzola - ora siamo riusciti ad ampliare gli spazi espositivi dello showroom per garantire ai nostri clienti una panoramica abbastanza completa dei nostri prodotti.”
Situato nel centro di Monza, completo di un ampio parcheggio, il punto espositivo di BrianzaTende è disposto su due piani, dove prendono vita suggestivi allestimenti che ripropongono momenti di relax domestici e che fanno immaginare il piacere di godersi in ogni stagione gli spazi esterni delle vostre case. “L’azienda è nata negli anni ’50 nei settori della tappezzeria e dell’imbottito - racconta Annalisa Radaelli - negli anni ’70 la produzione è stata orientata verso il mercato della protezione solare. Nel 1982 c’è la svolta industriale con l’insediamento in un nuovo capannone di 1.700 mq a Lesmo.
Negli anni successivi ci siamo espansi progressivamente, arrivando a coprire una superficie produttiva di 7.000 mq, con impianti tecnologicamente avanzati e macchinari innovativi, tra i quali un modernissimo impianto di verniciatura a polveri ecologiche e una fonderia per la produzione dei componenti delle tende da sole.”
Già, perché quando parliamo di tende da sole dobbiamo pensare alle strutture. Quelle che di solito vediamo applicate ai balconi si definiscono “tende a bracci” e sono utilizzate per questo scopo in quanto risultano adattabili a qualsiasi dimensione e offrono la possibilità di un’ampia regolazione dell’inclinazione, oltre a varie applicazioni.
Le pergole sono invece le strutture in alluminio che possono diventare una struttura completamente autoportante, ideale per arredare terrazzi e giardini. Senza dimenticare le strutture più indicate per gli esercizi commercaili come cappottine, tende a caduta e schermi fissi.
“Sono tutte strutture che la nostra azienda produce - prosegue la signora Radaelli - ma puntiamo anche alla qualità dei tessuti che proponiamo ai nostri clienti per gli interni dei loro immobili.
Per quanto riguarda infatti le firme di cui siamo distributori abbiamo deciso di puntare su eleganza e qualità scegliendo nomi come Fischbacher, Designer Guild, Nya Nordiska, Luciano Marcato, Sahco, Zimmer&Rohde, Castello del Barro, Home Collection, Creation Baumann, Decortex, Tao, Casa Valentina, Cavagna e altri ancora”.
Un mondo da “s”coprire...


Lo showroom
Nata da un piccolo laboratorio artigiano, Brianzatende è diventata, dopo oltre trent’anni di attività, una solida realtà industriale, con uno stabilimento di 11mila metri quadrati e due prestigiosi showroom, specializzata nella realizzazione e installazione di tende per interni e per esterni.
Nello stabilimento vengono eseguite direttamente tutte le fasi di produzione: dalla fonderia, dove vengono stampati tutti gli elementi che compongono le tende da sole; alla verniciatura dove tutti gli stessi vengono verniciati a polvere; dalla confezione dei tessuti alla posa in opera da parte di personale specializzato. Negli showroom sono presentate le varie tipologie di tende con allestimenti in grado di assicurare alla clientela la possibilità di ammirare in modo realistico tutte le soluzioni. L’ufficio tecnico di BRIANZATENDE offre un supporto qualificato nella scelta di ogni prodotto, con la possibilità di sviluppare soluzioni su misura.
Addresses: BRIANZATENDE
via Maggi 41/43, 20050, Lesmo (Mi) 
tel. 039.62.848.1; fax 039.60.66.152
Via Monti e Tognetti 5, 20052, Monza (Mi)
Tel. 039.36.80.76 Fax 039.38.67.03
Ampio parcheggio riservato ai clienti.
www.brianzatende.it


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Sole: energia pulita

house&glamour-archievoluzioni-solenergiapiccola-quicasa.itIn questi ultimi tempi si è molto parlato di risparmio energetico, utilizzo di energie rinnovabili, di sistemi impiantistici che utilizzando adeguatamente queste energie “non consumano” e non inquinano.
Certo è che l’energia meglio spesa è quella non consumata o comunque derivabile da fonte naturale e quindi rinnovabile. I sistemi impiantistici che imbrigliano e sfruttano l’energia solare sono detti sistemi di rigenerazione, perché utilizzano l’energia radiante che il sole emana, permettendo di ottenere così un comfort negli edifici dove vengono installati durante tutto il periodo annuale. Per spiegarmi meglio, prendiamo ad esempio i pannelli solari ed i pannelli fotovoltaici.
Con i primi si può riscaldare l’acqua per uso idrico-sanitario; l’energia prodotta dai pannelli può essere accumulata in serbatoi come riserva e quindi poter essere utilizzati nel momento di maggior richiesta.
Attraverso degli scambiatori di calore quest’energia pulita può essere sfruttata da sistemi che attraverso pavimenti, soffitti e pareti producono il comfort ambientale sia nel periodo invernale che nel periodo estivo (pannelli a pavimento, soffitti radianti, etc. …).
La luce del sole può essere inoltre “catturata” attraverso delle celle al silicio e trasformata in energia primaria a basso voltaggio, inviata poi attraverso un inverter per l’utilizzo nei nostri ambienti.
Di pannelli fotovoltaici ne esistono di varie tipologie, in relazione al loro impiego ed efficienza (monocristallino, policristallino, pannelli al silicio amorfo, etc. …).
Possiamo comunque affermare concludendo che la tecnologia odierna è in grado di utilizzare al meglio l’energia pulita del sole attraverso sistemi e tecnologie, che, se integrate in un edificio ben progettato, ne possono evidenziare le caratteristiche di un buon abitare nel rispetto del risparmio energetico e del basso impatto ambientale.


Il termotecnico Gianluigi Aurelio Ambrosini

Libero professionista, Società di Progettazione: AB Project S.r.l. La ricerca maturata nei primi anni della sua professione presso un laboratorio di sperimentazioni macchine di un importante società nel settore della climatizzazione e l’esperienza progettuale ottenuta a capo della Thecnical Engineering Export Department, operante in vari Paesi europei, hanno permesso di costituire con l’attuale suo socio la società di progettazione AB Project S.r.l. in cui un gruppo di professionisti progettano e promuovono soluzioni tecnologiche innovative nel settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. Oggi impegnati nella progettazione impiantistica di diversi edifici in classe energetica A CasaClima/Cened in tutta la Lombardia.
AB Project S.r.l., via Bosco Frati 5A, Dalmine (Bg), 035.373239, info@abprojectsrl.it, www.abprojectsrl.it

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venerdì, 11 luglio 2008

Ronchi è abitare: ogni ambiente della casa prende forma

piccola-house&glamour-design&interni-ronchièabitare1-quicasa.itArredare, progettare, trasformare. Una casa vive del gusto di chi la abita.
Spesso la nostra idea di casa assomiglia ad una  immagine delle riviste patinate. Ci innamoriamo di un pezzo d’arredamento o di design come di una persona. Improvvisamente per un dettaglio, oppure col tempo, passando e ripassando dalla vetrina. Ma per avere una relazione duratura non basta il colpo di fulmine.
Così per l’arredamento di casa non basta che ci piaccia follemente. Serve che sia utile, integrato con il resto della casa, che ci assomigli per andarci d’accordo eppure che non sia troppo simile per non stancarci di lui. Ed esattamente come per una relazione non si sa se durerà per tutta la vita. Proseguendo in questa similitudine, solo l’occhio di un esterno può decidere se la coppia può funzionare.
“Spesso progettare gli interni di un’abitazione non è semplice - afferma Fabio Ronchi insieme al padre Franco dell’omonimo showroom con quattro sedi, due a Monza e due a Sesto San Giovanni, bisogna assecondare i gusti del cliente pur dando uno stile definito a tutti gli ambienti.”
Per esempio la cucina, luogo deputato ai momenti più “sociali” della giornata, deve possedere eleganza, certo, ma al tempo stesso funzionalità. Come ad esempio quelle proposte da Boffi.
“Abbiamo scelto Boffi perché i prodotti sono ad alto contenuto di innovazione, anzi il marchio tende ad investire molto più in ricerca che in pubblicità. Le cucine Boffi rappresentano il perfetto connubio tra design ed innovazione, oltre ad essere un punto di riferimento per il design italiano all’estero.  Inoltre, lavorando in diversi Paesi del mondo riesce ad importare tendenze dall’estero e al tempo stesso a rispondere ad esigenze diverse da quelle tradizionali”
Se siete alla ricerca di modernità, da Ronchi potete trovare anche la collezione Rossana. Una “cucina contemporanea di alta qualità, innovazione, creatività, ricerca tecnologica” certamente più adatta ad un target giovane.
Per il vostro salotto Ronchi é Abitare consiglia B&B Italia, marchio che “ha fatto sedere gli italiani sul design e non sui divani. Apprezzabili sia nel gusto che nell’estetica, l’azienda rinnova continuamente il discorso progettuale, sia nei materiali che nella struttura. Anche B&B Italia è un’azienda che ha fatto conoscere nel mondo il design italiano, e collabora con i più importanti designer internazionali.”
Tra le firme che potete scegliere nello showroom monzese la storica Poltrona Frau, con cui Ronchi progetta anche uffici direzionali in Italia e all’estero (principalmente Russia ed Inghilterra). “Un vero e proprio classico, uno status symbol, specializzato nei prodotti di pelle. Un nome che dice molte cose: altissima qualità dei materiali, artigianalità, gusto italiano, linearità e design che non conoscono l’avvicendarsi delle mode.”
E questa è la stessa filosofia che muove lo showroom Ronchi, riconosciuto da tutti i monzesi come punto di riferimento per la progettazione e l’arredamento di casa. E non solo.
Un altro settore che sembra affascinare Ronchi sono le imbarcazioni. “Per le barche nutro una vera e profonda passione - racconta Franco Ronchi - Credo inoltre sia un segmento del mercato in espansione e molti marchi hanno creato sottobrand ad hoc per prodotti pensati appositamente nelle fome e nei materiali.”


LO SHOWROOM
Lo show room Ronchi è Abitare nasce nella prima sede a Monza di via Carlo Alberto (poi trasferito in via Manzoni) fondato da Franco Ronchi nel 1978. Da sempre sinonimo di progettazione di interni e di arredamento di un certo livello, detiene firme come B&B Italia, Boffi, Dada, Snaidero, Flou, Kartell, Minotti, MisuraEmme, Mobileffe, Molteni&C Poltrona Frau, Porro, Rimadesio, Rossana, Zanotta. Attraverso il suo personale altamente qualificato, Ronchi segue passo passo il cliente nella progettazione dell’impianto elettrico, posizionamento dei punti luce, progettazione dell’impianto idraulico o semplicemente, con l’aiuto di architetti e arredatori, anche stranieri, ottimizzerà al massimo lo spazio a disposizione personalizzando la vostra casa rendendola unica.
Adresses e contatti:
Monza, via Appiani 18
 (tel. 039. 388831);
Monza, via Manzoni 21
(tel 039.388878);
Sesto San Giovanni, via Marelli 312
(tel. 02. 26225041);
Sesto San Giovanni, via Breda 40
(tel. 02.22479613)

info@ronchieabitare.it
www.ronchieabitare.it

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Sistema modulabile "D al cubo": ergonomia e funzionalità

piccola-house&glamour-abitarecasa-progettoD3(3)-quicasa.itLa qualità ergonomica non è un attributo dell'oggetto ma è un attributo dell'uso dell'oggetto in un determinato ambiente.
In questa definizione la filosofia del “sistema modulabile “D al cubo” (D3) trova applicazione concreta attraverso l'individuazione di esigenze accomunabili, osservate in dodici anni di attività professionale.
Parlare di ergonomia in tempi di globalizzazione e di standardizzazione potrà sembrare anacronistico, ma flessibilità, funzionalità, adattabilità e sostenibilità, sono diventate regole imposte dal quotidiano nella società alla quale apparteniamo.
Accade spesso che i clienti si rivolgono allo studio per lamentare la volontà di riorganizzare gli spazi del loro immobile o semplicemente per adattarlo alle loro esigenze. Ma tra le personali richieste, ve ne sono alcune che rimangono unico denominatore comune.
Ed è proprio su queste che si sono approfondite specifiche possibilità di sfruttamento dello spazio, usando uno strumento di progettazione integrata, capace di sviluppare al meglio l'ergonomia dell'utente finale.
Questi alcuni degli aspetti che hanno portato alla sperimentazione di un arredo modulabile che permettesse di reinterpretare lo spazio confinato in modo più attento all'ergonomia del singolo individuo. Queste alcune delle ragioni per le quali si è voluto scegliere il letto come elemento di studio. Si è partiti dalle misure riconosciute come standard applicate ad un cubo, rimodellandone poi quelle possibili sulle specifiche dimensioni antropiche, nel rispetto di tutte le componenti di sicurezza, salubrità e confort. Un po' come il sarto opera nell'imbastitura di un abito su misura.
Il risultato finale è una serie di svuotamenti geometrici e sovrapposizione che permettono di sfruttare lo stesso volume, generando un nuovo sistema di relazioni attraverso le molteplici funzioni che ricompongono la geometria iniziale.
La funzione portante della “comune rete” è affidata ad una cornice in ferro appoggiata in più punti che scaricano a terra le sollecitazioni statiche e dinamiche, garantendo stabilità e sicurezza.
 Il sistema si presta per essere utilizzato come isola indipendente o come elemento integrato in una progettazione più approfondita. Di fatto concentrando più funzioni in una stessa geometria il “risparmio”, non solo dello spazio totale è garantito.
Per meglio comprendere la modularità del sistema, nei prossimi numeri, analizzeremo due esempi realizzati, dettati da esigenze e contesti differenti.


LO STUDIO DI ARCHITETTURA "OFFICINA"

Gabriele Ignazio Bocola
nasce a Milano nel 1967, dall'unione di Olga e Francesco, un' ex campionessa Italiana di danza su ghiaccio e da un progettista nautico e designer, si laurea a Milano presso il Politecnico Facoltà di Architettura e Società nel 1995, dove attualmente lavora in parallelo all'attività professionale come cultore della materia (Tecnologia per l'igiene edilizia e ambientale - Tecnologie dell'Architettura).
È socio fondatore insieme all'Arch. Giorgio Carizzoni e l'Arch. Francesco Dolce dello Studio Associato d'Architettura itredi ))) - www.itredi.com - nel quale svolge intensa attività professionale volta allo sviluppo di progettazioni di interni ed esterni sostenibili e bio compatibili.

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mercoledì, 09 luglio 2008

Un accattivante appartamento circolare: come disegnare gli interni?

house&glamour-abitarecasa-interno-piccola-quicasa.it copiaAll’interno di un contesto residenziale di pregio si colloca l’accattivante appartamento a pianta circolare, che rappresenta il punto di “cerniera” tra due corpi di fabbrica elevandosi su di essi. Come disegnare gli interni?
L’abitazione, strutturata su due livelli, si contraddistingue per la sua geometria atipica per uno spazio residenziale.
“Pensare alla distribuzione interna degli spazi, evitando soluzioni che sviluppassero corridoi concentrici è stata una delle tematiche di fondo affrontate durante la progettazione - spiega l’architetto Damiano Arcadi - insieme alla volontà di eliminare tutti quegli elementi di separazione che avrebbero frammentato lo spazio riducendo la percezione di circolarità dell’ambiente.”
La scelta compositiva e distributiva degli interni coglie nell’area a doppia altezza (c.a 6mt) della zona giorno il proprio fulcro, focalizzando nella scala, che ne connota i confini, l’elemento di collegamento tra le due zone abitative.
“La scala non è unicamente trattata come elemento utile e necessario ma diventa caratterizzante e generatrice della continuità di forme, sviluppandosi parallelamente ma in maniera autonoma ed auto-portante alla parete centrale della casa, rivestita in mosaico e sulla quale scorre un velo d’acqua che si deposita in una vasca, avente la stessa larghezza della scala e dotata di un sistema di ricircolo.”
Visibile ma di assoluta trasparenza in quanto costituita da una struttura in acciaio con pedate e balaustra in cristallo, la scala filtra la luce catalizzata dal doppio allineamento di finestre e la proietta sulla parete in mosaico che grazie al “film” di acqua viene frammentata in variazioni cromatiche nell’ampio spazio living.
“La composizione e distribuzione degli ambienti è generata concentricamente intorno al fulcro centrale delineando armonicamente la suddivisione degli spazi.
La superficie dell’appartamento (200mq) ne vede destinati circa la metà alla zona giorno, ricavando un bagno, uno studio/guardaroba separato dalla zona conversazione per mezzo di una porta e parete in cristallo, una zona living di notevoli dimensioni e luminosità, una cucina abitabile che si affaccia sul soggiorno dal quale è separata da una parete con porta in cristallo.
La zona notte, disposta al piano superiore, ripropone la medesima geometria distributiva sviluppando gli ambienti a raggiera, ricavando così due camere singole, una matrimoniale con grande cabina armadio, due bagni ed un ripostiglio.


LO STUDIO DI ARCHITETTURA OFFICINA


Nell’anno 2000 l’architetto Damiano Arcadi, fonda con gli architetti Rizzo Giuseppe e Vettor Monica lo studio “Officina”, per consentire un’operatività integrata capace di intervenire nelle diverse forme compositive del progetto, approfondendo la qualità, l’originalità e la funzionalità del manufatto qualsiasi esso sia e curando l’impostazione grafica e le presentazioni tridimensionali affinché possano agevolare il committente ad una maggiore interazione nella fase preliminare.
Collabora con l’architetto Damiano Arcadi, l’arch. Emanuela Gallon.
Contatti: Officina “architectural & interior design”
Via G. Zuretti,61  Milano
damiano.arcadi@tele2.it -
02.6701768

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